Shabbaton a Bene Barak con bambini a rischio

Nell’haggadà di Pesach si racconta che rabbì Eliezer, rabbì Jeoshua, rabbì Elazar ben Azaria, rabbì Akivà e rabbì Tarfon, si erano riuniti per il Seder a Benè-Berak. I cinque maestri continuarono a parlare dell’uscita dall’Egitto per tutta la notte; finché vennero i loro discepoli e gli dissero: “Maestri! è giunta l’ora dello Shemà del mattino!” Questo piccolo racconto che in prima lettura sembra molto semplice, pone alcune domande interessanti: una di queste, fu domandata nell’egregio commento, opera di R. Yochanan Treves, chiamato Qimchà da-Avishuna, stampato a Bologna nel 5300 (1540) come aggiunta al Machazor Benè Romi. R. Treves si interroga sulla domanda: perché i quattro rabbini oltre

Samuel, un giovane italiano coinvolto nell'innovazione israeliana

Aiutare quanti soffrono di presbiopia a mettere meglio a fuoco i caratteri e a usare meno gli occhiali? È possibile grazie all’applicazione israeliana GlassesOff che oggi lancia una nuova versione. Vi lavora anche un giovane ebreo romano trasferito in Israele, Samuel Raccah. Sviluppata in Israele, il paese con il maggior numero di start-up pro capite al mondo, GlassesOff è fra le più promettenti dell’ultimo quinquennio. Si tratta di una rivoluzionaria applicazione che permette di eliminare la dipendenza dagli occhiali da lettura oltre che di migliorare altri parametri legati alla vista come il tempo di reazione agli stimoli, messa a fuoco, nitidezza delle immagini, riduzioni di mal di test

Decolla l’ecosistema startup a Gerusalemme

“Solo due anni fa stavamo avviando le nostre prime startup a Gerusalemme. Ci sentivamo soli e ci domandavamo quando saremmo riusciti a risparmiare abbastanza denaro per trasferirci a Tel Aviv. Due anni dopo, il panorama startup di Gerusalemme è in piena espansione”. In questi termini si esprimeva l’imprenditore Roy Munin in un suo post su Facebook nel maggio 2014. Riproponiamo un articolo di quell'anno uscito su Israel21c, che presentava il nuovo panorama Startup della capitale d'Israele in pieno fermento e sviluppo, e che aiuta a comprendere meglio l'attuale ecosistema startup di Gerusalemme ormai affermatosi a livello regionale e internazionale. “Questa città non è mai stata così fiera sos

Un shabbaton a Netanya per scoprire il vero senso di comunità

“Sapore di sale, sapore di mare”, cantava Gino Paoli. Un titolo perfetto per l’ultimo Shabbaton della Giovane Kehilà a Netanya. Che però ha offerto anche molto di più che un semplice fine settimana in spiaggia. Ancora una volta infatti, Giovane Kehilà ha dimostrato di saper mischiare con successo approfondimento su temi ebraico-italiani, attivismo e volontariato all’interno della società israeliana e momenti ludici, con una formula vincente. La scelta di organizzare l’ultimo evento a Netanya non è stata casuale. Gli italo-israeliani della città da alcuni anni si ritrovano in un bet haknesset dove pregano secondo il rito italiano, benè romì, e come noto, un bet haknesset è un punto fondamenta

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