I giovani e il servizio di leva: Manila, un questionario fondamentale

A chi di noi non è mai successo di bucare la ruota dell’automobile, avere uno specchietto rotto, o un problema al motore? Sicuramente tutti sappiamo che per guidare una macchina in modo sicuro è necessario che tutte le sue componenti funzionino correttamente, altrimenti non si può viaggiare. La stessa cosa vale per i vari corpi di Tzahal, l’Esercito di Difesa israeliano. Tutti i corpi dell’esercito sono importanti e ogni ruolo dà il suo contributo. Nell’articolo pubblicato sullo scorso numero di Kol Ha-Italkim ho ricordato la frase di Ben Gurion secondo cui il popolo crea l’esercito e ho spiegato del Tzav Rishon, il primo incontro dei giovani con la tzavà.

In questo articolo vorrei approfondire il discorso su quello che succede dopo il Tzav Rishon, spiegando alcune informazioni tecniche ma dando anche qualche suggerimento. Dopo il Tzav Rishon, come già menzionato, si ricevono due dati importanti per l’assegnazione finale: il Kaba, punteggio basato principalmente sull’esame psicotecnico e sul colloquio, e il profilo che indica quanto si è adatti a un servizio combattente a livello fisico. Bisogna ricordare che anche se questi dati influiscono sulla destinazione finale, non descrivono la personalità e non sempre riflettono realmente le proprie capacità. Oltre a questi risultati, dopo il Tzav Rishon viene comunicato un codice per accedere al sito del Meitav, l’unità responsabile delle risorse umane e dell’arruolamento. A questo punto, le ragazze e i ragazzi che per motivi medici non possono essere arruolati in un’unità combattente, verranno chiamati a partecipare a una giornata chiamata “Yom Hamea”, dedicata alla selezione e registrazione. Oltre alle ragazze e ai ragazzi che non hanno i necessari requisiti fisici, spesso non sono destinati al servizio combattente anche i figli unici, a meno che non abbiano il consenso firmato dei genitori. Yom Hamea dura circa sette ore. I partecipanti vengono divisi in gruppi e ogni gruppo passa a turno in varie “stazioni”. Tra le prove delle stazioni, vi è quella degli esami con il computer. Si tratta di prove simili a quelle psicotecniche del Tzav Rishon, ma che richiedono ancora più concentrazione. Un’altra tappa è chiamata “la stazione delle attività”. In essa si richiede di costruire qualcosa, come per esempio una casetta di spiedini. Inoltre, viene assegnato un ruolo da interpretare, superando alcune difficoltà: ad esempio fingere di essere un poliziotto stradale senza però poter parlare. Con questi esercizi non vengono misurate le capacità tecniche, ma piuttosto la bravura a lavorare in una squadra, il carisma, l’attitudine a risolvere problemi. Per mettere alla prova le capacità oratorie c’è invece un’apposita stazione (detta appunto “dei discorsi”) in cui viene domandato di parlare per cinque minuti di un argomento scelto a caso, con a disposizione solo un foglio e una penna per gli appunti. L’ultima stazione è quella della conversazione, dove si deve semplicemente parlare con il proprio gruppo di un tema deciso dai comandanti. Anche questo serve a misurare le capacità retoriche insieme a quelle di interagire con un gruppo. Qui è importante non essere troppo silenziosi, ma anche intervenire dicendo cose intelligenti e non soltanto per mettersi in mostra. In base ai punteggi e ai risultati del Yom Hamea, per chi lo svolge, viene inviata la Manila. Attenzione, non si tratta della capitale delle Filippine, ma di un questionario militare, chiamato anche שאלון העדפות – questionario di preferenze. Qual è l’origine del suo nome curioso? Il fatto che un tempo veniva spedito su una carta dura ricavata da una stoffa che viene prodotta da piante che crescevano nella città di Manila. Oggi in alcuni casi viene ancora mandata per posta e in altri appare soltanto to nella vostra area riservata del Meitav (il famoso עולים על מדים, a questo indirizzo.

In genere, la Manila appare sul sito circa sei mesi prima della data di arruolamento e dopo il Yom Ha- mea. Quando accade, viene spedito un SMS per avvertire, in cui si specifica che è necessario completa- re il modulo entro una certa data. Un consiglio però: meglio non contare troppo sull’SMS, capita che non arrivi o arrivi in ritardo; meglio controllare il sito una volta a settimana. In caso di dubbi o problemi, si può sempre telefonare al Meitav (*3529).

Nota importante: per chi viene chiamato a esami per unità speciali, come il corso piloti, alcune unità dell’intelligence o del Ministero della Difesa, la Manila sarà chiusa fino a quando non si ricevono i risultati degli esami. Già le prime righe del questionario, ricordano che l’assegnazione finale è basata sulla vostra volontà, le vostre capacità e le esigenze dell’esercito. Nella prima parte della Manila è necessario sele-zionare un numero da 1 a 5 per esprimere quanto si desidera svolgere il servizio combattente se vi si è destinati.

Nella seconda si esprime il grado di preferenza (ancora su una scala 1-5) per ogni corpo (חיל), nella terza per ogni unità e nella quarta, per ogni ruolo. Nella manila appaiono ovviamente solo le possibilità che l’esercito vi propone in base ai vostri dati. Ogni questionario dunque è un po’ diverso e alcuni ruoli e unità richiedono ulteriori esami. Dopo aver indicato le proprie preferenze, consiglio molto di chiamare il Meitav per verificare che l’abbiano ricevuta e chiedere ulteriori informazioni sulle unità che vi interessano.

Ma come sapere cosa è meglio scegliere?

Questa è una domanda a cui non si può trovare la risposta su internet. Si possono raccogliere informa- zioni sulle varie unità e ruoli, ma le scelte non sono mai facili. Per questo penso sia molto importante chiedere consiglio sia a persone che conoscono l’u- nità che si desidera, sia a persone che conoscano il futuro soldato o soldatessa, a cominciare dai genito- ri, che non vanno sottovalutati! È fondamentale poi domandarsi cosa piace e per cosa si è portati. Servire in un ruolo in cui ci si trova bene, porta benefici e risultati migliori sia ai soldati sia all’esercito, come affermano anche tanti psicologi. Dunque bisogna te- nere a mente i propri punti forti e punti deboli. Per esempio, per chi è bravo a parlare, può essere adatto servire in Galei Tzahal, la radio militare, oppure nel- le relazioni internazionali. Per chi ha talento in cam- po tecnologico, non mancano ruoli per farlo fruttare al meglio. Agli sportivi, probabilmente converrà op- tare per le unità combattenti.

Una cosa è certa: nell’esercito si imparano tante cose, su se stessi e sugli altri, e ognuna di queste aiuta a crescere.

Cosa succede dopo aver completato la Manila e cosa fare poco prima dell’arruolamento? Questo lo scoprirete nel prossimo articolo. Rimango a vostra disposizione all’indirizzo email Giovane.Kehila@ gmail.com

Michael Sierra

(Pubblicato originamente su Kol Ha-Italkim)

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